Un po'di Storia
Facciamo un passo indietro. Anche non direttamente, le vicende drammatiche della Vallecamonica continuano a influire su tutta la vita sociale di Ceto e Nadro. E’ una storia fatta di nomi importanti e di prolungate lotte per il potere, di guerre sanguinose e intestine tra Guelfi e Ghibellini (i nostri nobili erano Guelfi). Federico Barbarossa, i Visconti e gli Sforza di Milano, la Repubblica Marinara di Venezia sono alcuni degli artefici della nostra storia. Il governo veneto in Valcamonica durerà dal 1454 al 1796, organizzando tutta la comunità valligiana al di sopra dei piccoli feudi ristretti e chiusi e favorendo la crescita democratica del popolo a scapito del prestigio e della ricchezza dei nobili camuni. Gli stessi, si adatteranno alla nuova realtà anche partecipando alla vita delle Vicinie. Venezia farà abbattere attorno al 1455 tutti i castelli della Vallecamonica tranne quelli di Breno, Lozio e Cimbergo sperando forse di eliminare le cause di molte beghe. Nel 1797 la Vallecamonica è sopraffatta dalle milizie francesi di Napoleone Buonaparte. Si divulgano in valle gli ideali della Rivoluzione Francese che non sempre verranno mantenuti. Nel libro della Vicinia di Ceto si legge: “Addì 7 giugno 1797. Ippolito Bargnani, scortato da banda francese, in nome del governo provvisorio di Brescia e del sovrano popolo bresciano col titolo di organizzatore della Valle Camonica convocò tutti i reverendi parroci e tutti gli spettabili Consoli del circondario di Cemmo.....intimò a tutti i consoli reggenti e qualunque impiegato delle comunità, la loro dimissione con la dimissione della comunità stessa, sotto pena....”. All’azione degli uomini si aggiungono malattie, pestilenze, carestie (1814-1818!) alluvioni, incendi. Negli archivi si legge che la gente muore di fame. Eventi che lasceranno profonde tracce nell’immaginario popolare. Anche la leggenda della dislocazione attuale di Nadro è legata a un fatto straordinario: si racconta che un terremoto abbia distrutto il paese originariamente posto dove oggi è la Chiesetta dell’Addolorata. Nel 1815 con il trattato di Vienna l’Austria occupa la Vallecamonica istituendo nuove forme di governo al quale si opporranno uomini colti e benestanti della nostra Valle, organizzandosi segretamente. I “Carbonari” vengono perseguitati e condannati a morte: anche a Nadro è arrestato il nobile Cristoforo Gaioni. La rivolta si estende alla popolazione che si organizza in gruppi di volontari invitati dai proclami di Garibaldi alla lotta per l’indipendenza. Presto la Valle viene aggregata al Piemonte e nel 1861 l’Unità d’Italia è fatta. La storia successiva non esclude nessuno. Le Guerre Mondiali chiedono alla popolazione grandi sacrifici e questo tempo è nella memoria di ogni famiglia. Un particolare amministrativo degno di rilievo riguarda la fusione del comune con quello di Cerveno prendendo il nome di Ceto-Cerveno: è il 1927. Il 6 maggio 1947 i Comuni riacquistano la loro autonomia e l’antica denominazione.
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Bibliografia essenziale per saperne di più:
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* FRANCO BONTEMPI, Storia del Comune di Ceto e Nadro; 1. ed. 2007.
*A. MARRETTA, T. CITTADINI A. FOSSATI, La Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo. Guida ai percorsi di visita; 1. ed. 2007
*A. MARRETTA, Foppe di Nadro sconosciuta: dalla cartografia GPS alle analisi più recenti; 1. ed. 2005
*FRANCO LILONI, I dialetti di Ceto Cimbergo e Paspardo nella Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri. Vol. I - Aspetti fonetici e morfologici – 1. ed. 2009
PARROCCHIA DI S. ANDREA AP. E SCUOLA ELEMENTARE DI CETO, Le nostre campane;
ERTANI don LINO, Dizionario del dialetto camuno e toponomastica;
ERTANI don LINO, La Valle Camonica attraverso la storia;
FAPPANI ANTONIO, Santuari nel bresciano;
LANZETTI ANTONIO, Breve storia di Valcamonica;
ROSA GABRIELE, Valcamonica e lago d’Iseo nella storia;
ARCHETTI GABRIELE, Berardo Maggi Vescovo e Signore di Brescia;
VITALI GIUSEPPE, A. D. 1609, Dossier sulla Valcamonica: il Catastico di Giovanni da Lezze;
AA. VV., “Ceto”, in La Lombardia paese per paese, n. 5.
SINA don ALESSANDRO, “Curiosità camune: il Castello di Figna”, in Quaderni Camuni, 1978;
TARSIA ENRICO, “Ceto”, in Quaderni Camuni, 1978;
TARSIA ENRICO, Nadro e la sua chiesa;1. ed. 1988
TARSIA ENRICO, Asilo infantile Giuseppe Vaiarini, 1. ed. 2004;
GIANNI GUAINI, La mia guerra partigiana. 1. ed. 1999
ANDREA ZONA, Incontri, memorie, racconti Sardegna 1941-Padova 1945. 1. ed. 2003
EUGENIO FONTANA, Giacomo Mazzoli, 1. ed. 1985